Zambla Bassa, Oltre il Colle
Da Sofia – Alimentari Tiraboschi
Alimentari della frazione Zambla Bassa.
Verificato il 29 agosto 2026 · fonte

Frazione di Oltre il Colle · Val Serina
Zambla Bassa, frazione di Oltre il Colle a 1.050 m in Val Serina: la parrocchiale di Santa Maria Maddalena, le contrade venete e come arrivare.
Zambla Bassa è la più piccola e la più silenziosa delle località di Oltre il Colle: 126 residenti, 1.050 metri di quota secondo la Pro Loco, 1,37 chilometri in linea d'aria dal municipio e poco più di quattro di provinciale. Sta a mezza costa fra il capoluogo e Zambla Alta, che è 2,4 chilometri più in alto lungo la stessa strada. Chi la attraversa in auto la vede in un minuto; chi si ferma trova una delle chiese più importanti della conca e un tessuto di contrade agricole rimasto quasi intatto.
L'abitato non è un paese compatto ma una collana di contrade sorte una lontana dall'altra, come si conviene a una comunità che viveva di allevamento: Cà di Merèi, Cà di Vidài, Cà Pezzà, Cà Falgher, Vallomi, Gremsolì, Cà di Ress, e più in alto Bertogli, Zucchi, Armellini e Moratti. Erano già tutte formate verso il 1500. Nelle case si riconosce ancora lo stile del periodo veneto: muri molto larghi, finestre piccole e strombate, portali ad arco con pietre scolpite a mano — quello della contrada Vallomi, sormontato da un balconcino con base in pietra, è il più bello — e alla base dei fabbricati muri di sostegno larghi in basso che si restringono salendo, come contrafforti.
Il punto alto del borgo, in tutti i sensi, è la chiesa parrocchiale di Santa Maria Maddalena: sta in cima a un poggio dove convergono quattro strade, e il campanile slanciato si vede da ogni angolo della conca. Dentro c'è più di quanto un paese di 126 abitanti lascerebbe immaginare: una navata unica a volta a botte ribassata divisa in sette campate, sei altari in cappelle profonde, un organo installato nel 1799 dalla ditta di Giuseppe Serassi e soprattutto i dipinti di Gian Paolo Cavagna, fra cui una Santa Maria Maddalena in gloria e due pannelli con Madonna e Bambino, San Carlo e San Francesco.
Poco distante, in una posizione che una volta era l'incrocio di quattro mulattiere, c'è la piccola chiesa di Santa Maria Addolorata: uno dei luoghi di culto più antichi della conca, per secoli di proprietà privata e lasciato in eredità alla parrocchia solo negli anni Novanta. Non è mai stata chiusa al culto, e le pareti sono coperte dai quadretti ex voto donati dai fedeli; all'interno si conserva un coro ligneo nel soppalco sopra la porta. Da qui scendeva la mulattiera invernale verso Oltre il Colle, quella che passava dal mulino detto Ol mulì di Balsì, oggi in rovina.
Zambla Bassa non è una base attrezzata: la Pro Loco vi censisce un solo esercizio, un alimentari. Per mangiare, noleggiare l'attrezzatura o dormire si sale a Zambla Alta, e per farmacia, benzina e uffici comunali si scende al capoluogo. Non è nemmeno un punto di partenza per l'alta quota: i sentieri per il Monte Alben partono dal Colle di Zambla, tre chilometri e mezzo più su, e quelli per il Pizzo Arera e la Capanna 2000 dal parcheggio di Alpe Arera sopra Plassa. In compenso è il posto giusto per chi cerca silenzio, prati e vecchie mulattiere a pochi minuti da tutto.
Da non perdere
Costruita su un poggio dove convergono quattro strade, con campanile visibile da tutta la conca. L'edificio attuale è il rifacimento settecentesco, riconsacrato il 18 luglio 1737 dal vescovo di Bergamo Antonio Redetti; il campanile fu completato nel 1835 e la chiesa ampliata nel 1924. Interno a navata unica in sette campate con sei altari in cappelle profonde.
La parrocchiale conserva opere del pittore bergamasco Gian Paolo Cavagna: una Santa Maria Maddalena in gloria e due pannelli con Madonna e Gesù Bambino, San Carlo e San Francesco. Cavagna, nato a Bergamo nel 1550 e morto in città nel 1627, è uno dei nomi maggiori della pittura bergamasca fra Cinque e Seicento: la sua presenza qui misura quanto contasse Zambla quando la chiesa fu arredata.
Lo strumento fu collocato nel 1799 dalla ditta di Giuseppe Serassi, la dinastia di maestri organari attiva per sei generazioni fra il 1720 e il 1895 e diffusa in tutta la Lombardia. È uno dei segni di quanto la comunità di Zambla fosse ricca rispetto al resto della conca, all'epoca in cui viveva di bestiame e formaggi.
Piccolo luogo di culto all'incrocio di quattro antiche mulattiere, fra i più antichi della conca. Rimasto di proprietà privata fino agli anni Novanta ma mai chiuso al culto, conserva un coro ligneo e numerosi quadretti ex voto. Sulla parete nord resta una lapide in pietra con un'iscrizione ormai illeggibile.
Cà di Merèi, Cà di Vidài, Cà Pezzà, Cà Falgher, Vallomi, Gremsolì e Cà di Ress erano già formate verso il 1500. In diverse si leggono ancora muri spessi, finestre strombate, portali ad arco con pietre scolpite a mano e i muri di sostegno a contrafforte. A Cà di Ress il nucleo di stalle, fienili e case racconta l'economia dell'allevamento.
Dalla chiesetta scende verso Cà di Ress una mulattiera con una vecchia fontana in pietra, le cui vasche sono tenute insieme da zanche di ferro sigillate con piombo; un'altra fontana, di cui resta la base, sta a Cà di Vidài. La stessa mulattiera era la strada invernale verso Oltre il Colle e la Val Serina.
Storia
Il 4 maggio 1287 gli abitanti di Serina e di Grimoldo comprarono l'alta Val Serina per 624 lire imperiali. Zambla — allora Zolambra — era ancora una selva fitta: fu dissodata nei secoli successivi e trasformata in pascoli, e da lì nacque la sua fortuna. Le mandrie di Zambla, le bergamine, erano le più numerose e redditizie della conca, e i suoi formaggi i più ricercati della valle. La prima parrocchia della zona, dedicata a San Bartolomeo, era stata eretta con decreto del vescovo di Bergamo Polidoro Foscari il 5 aprile 1449.
Verso il 1500 Zambla era una comunità compatta, distribuita nelle contrade ancora oggi riconoscibili. Nel 1587 i capifamiglia presentarono al vescovo Girolamo Ragazzoni, in visita pastorale a Oltre il Colle, la domanda di separarsi dalla chiesa di San Bartolomeo per costituirsi parrocchia autonoma, offrendo una dote e un contributo per mantenere il proprio parroco; lo smembramento fu decretato il 17 novembre 1587. I confini furono fissati dalla Val Grassa alla Val Parina, e Zorzone rimase sotto San Bartolomeo.
L'edificio attuale è il rifacimento settecentesco: fu riconsacrato il 18 luglio 1737 dal vescovo Antonio Redetti, che confermò l'intitolazione alla Maddalena aggiungendovi quella della Beata Vergine Maria. Nel 1778, alla visita del vescovo Giovanni Paolo Dolfin, la chiesa aveva quattro altari; nel 1799 arrivò l'organo Serassi, nel 1835 fu completato il campanile e fra 1921 e 1924 furono consacrati nuovi altari e ampliato l'edificio. Il 27 maggio 1979 la parrocchia entrò nel vicariato di Selvino-Serina.
Non tutta la storia è di prosperità. Nella primavera del 1797 truppe russe e austriache dirette verso l'alta Valle Brembana e la Valtellina superarono il Colle di Zambla, pretendendo vettovaglie e animali; il 2 maggio 1798, davanti alla mancata consegna, incendiarono stalle e abitazioni e uccisero civili. Molto più tardi, negli anni Trenta del Novecento, Zambla si divise nelle due frazioni attuali; nel 1960 Zambla Alta ottenne la propria parrocchia e solo nel 1986 le due comunità furono riunite nell'unica parrocchia di Santa Maria Maddalena e Santa Maria Immacolata, con sede in via Vidali.
Strade e mezzi
Da Bergamo si risale la Valle Brembana sulla SS470 fino ad Ambria di Zogno, si imbocca la SP27 della Val Serina e si prosegue per Algua, Serina e Valpiana fino a Oltre il Colle: dal capoluogo mancano poco più di quattro chilometri di provinciale, che si percorrono lungo via Roma, via Foppa, via Mincucco e infine via Vidali, la strada della chiesa. In tutto sono una quarantina di chilometri da Bergamo, poco meno di un'ora; la Pro Loco indica 43 km dall'uscita autostradale A4 e 50 minuti da Orio al Serio, con collegamento in autobus di linea Arriva. Dalla Valle Seriana si sale da Ponte Nossa (450 m) lungo la Val del Riso, 14,1 km fino al Colle di Zambla a 1.264 metri, poi si scende passando da Zambla Alta: dal valico sono circa tre chilometri e mezzo. In frazione si lascia l'auto negli spiazzi lungo la strada; i parcheggi grandi della zona sono al Colle di Zambla e al Centro Sportivo Valle, e chi punta al Pizzo Arera e alla Capanna 2000 sale in auto a Plassa e parcheggia ad Alpe Arera, attorno ai 1.600 metri.
FAQ
La Pro Loco di Oltre il Colle indica 1.050 metri sul livello del mare, i repertori geografici 1.060: è quindi appena sopra il capoluogo, che sta a 1.030 metri, e circa cento metri sotto Zambla Alta. In cima alla stessa strada, quattro chilometri più su, il Colle di Zambla arriva a 1.264 metri.
No, sono due frazioni distinte di Oltre il Colle, separate da circa 2,4 chilometri di strada e da un centinaio di metri di dislivello. Fino agli anni Trenta del Novecento erano però un'unica comunità, chiamata semplicemente Zambla, e ancora oggi condividono la parrocchia di Santa Maria Maddalena e Santa Maria Immacolata, riunita nel 1986.
La chiesa parrocchiale di Santa Maria Maddalena, con i dipinti di Gian Paolo Cavagna e l'organo Serassi del 1799, e la chiesetta di Santa Maria Addolorata con i suoi ex voto. Fuori dalle chiese vale il giro delle contrade — Cà di Vidài, Vallomi, Cà di Ress — dove restano portali in pietra scolpita, fontane e muri a contrafforte di età veneta.
Un solo esercizio: l'alimentari della frazione. Bar, ristoranti, alberghi e il noleggio di attrezzatura sono a Zambla Alta, due chilometri e mezzo più su, mentre farmacia, distributore di carburante, edicola e uffici comunali sono nel capoluogo di Oltre il Colle, a poco più di quattro chilometri.
Sì, ma bisogna spostarsi di qualche chilometro in auto. Il Monte Alben si sale dal Colle di Zambla, a circa 3,5 km; il Pizzo Arera e il rifugio Capanna 2000 dal parcheggio di Alpe Arera sopra la località Plassa, che si raggiunge attraversando Zambla Alta. D'inverno le piste di fondo della conca si prendono al Passo di Zambla o a Pian della Palla.
Perché fra Cinquecento e Settecento Zambla era la comunità più ricca della conca: viveva di allevamento e di formaggi, e nel 1587 ottenne di staccarsi dalla parrocchia di San Bartolomeo pagando una dote e il mantenimento del proprio parroco. La chiesa che si vede oggi, riconsacrata nel 1737, con sei altari, l'organo Serassi e i Cavagna, è il risultato di quella stagione.
Scheda verificata il
Cosa fare

Cime · 2 minuti
Il Monte Alben è il massiccio calcareo che separa la Val Serina dalla Val Vertova e dalla Val del Riso: una montagna dall'aspetto dolomitico, con torrioni e roc

Rifugi · 2 minuti
La Capanna 2000 è il rifugio di casa per chi frequenta la zona dell'Arera: una terrazza a 1960 metri sul versante sud del Pizzo, di proprietà del Comune di Oltr

Inverno · 2 minuti
Al Passo di Zambla (1.264 m), tra la Val Serina e la Valle del Riso, si sviluppa uno dei centri fondo storici delle Orobie: un tracciato complessivo di circa 16

Chiese · 2 minuti
Parrocchiale di Zambla Bassa dal 1587 e riconsacrata nel 1737: sei altari in cappelle profonde, una pala di Gian Paolo Cavagna e l'organo Serassi.
Mangiare e servizi
Zambla Bassa, Oltre il Colle
Alimentari della frazione Zambla Bassa.
Verificato il 29 agosto 2026 · fonte